L’inizio delle tendenze conservatrici
Negli anni ’90, la Silicon Valley iniziava a mostrare tendenze conservatrici e reazionarie nonostante, in quegli anni, avesse ancora la sua reputazione quale ambiente liberale e progressista. In quel periodo, infatti, alcuni esperti denunciarono un’inquietante cambio di rotta verso il “tecnofascismo”, riferendosi a una cultura che celebrava il potere maschile illimitato e si mostrava ostile a visioni critiche, idee alternative o tentativi di democratizzazione della tecnologia.
Tra le voci più influenti emerge quella di George Gilder, un intellettuale e provocatore antifemminista noto per le sue teorie sull’imprenditorialità. Gilder sosteneva che il capitalismo, l’impresa privata e il ripristino della famiglia nucleare fossero fondamentali per la prosperità sociale.
L’ascesa degli imprenditori tech
La sua visione trovò terreno fertile nella Silicon Valley, che ha visto l’ascesa di giovani imprenditori del settore tech, come Steve Jobs o Marc Andreessen con Netscape, e trasformò questi ultimi in star mediatiche. Inoltre, i media alimentarono e facilitano questa narrazione per cui veniva celebrato l’imprenditore in qualità di simbolo del progresso e della speranza per l’economia americana (visione che sembrerebbe essere ancora attuale). La narrazione dominante enfatizzava l’importanza del singolo e del rischio imprenditoriale, rafforzando una visione individualista del successo associata principalmente a uomini bianchi giovani e audaci.
Il rifiuto della correttezza politica
Questa esaltazione degli imprenditori si accompagnò poi a un crescente rifiuto della correttezza politica e delle iniziative per l’inclusione. Lo testimoniano pubblicazioni quali Upside, che attaccavano apertamente il “politicamente corretto” e denunciavano una presunta “femminilizzazione” della Silicon Valley. Diversi articoli lamentavano l’emergere di una cultura aziendale più inclusiva, auspicando invece il ritorno a valori tradizionalmente associati alla mascolinità.
La figura dell’imprenditore, promossa da Gilder così come da altri, divenne il simbolo di una Silicon Valley che vedeva nella tecnologia non solo un’opportunità economica, ma anche un modo per riaffermare valori conservatori legati al genere e alla leadership maschile. Questo modello ha gettato le basi per la successiva radicalizzazione politica e culturale della Silicon Valley, un fenomeno che oggi trova nuove manifestazioni, specialmente in seguito alle elezioni vinte da Trump. A testimonianza di ciò, l’integrazione dei membri della “Pay Tal mafia” nel governo statunitense che danno vita a ciò che viene definito “broligarchia”.
La PayPal mafia
Le radici della PayPal mafia si intrecciano con il passato razziale del Sudafrica e il contesto in cui sono cresciuti Elon Musk e Peter Thiel. Musk, infatti, proviene da una famiglia con forti legami con l’apartheid. Ha trascorso la sua giovinezza in un ambiente segnato dalla stratificazione razziale e dalla supremazia bianca. È cresciuto a Pretoria con un nonno che sosteneva apertamente il regime, e ha frequentato scuole che esaltavano l’ideologia nazionalista cristiana. Thiel, invece, è nato in Germania ma, anche lui, cresciuto in Sudafrica, ha vissuto in una città che celebrava Hitler, imparando a difendere un sistema di stratificazione sociale e razziale.
Entrambi i miliardari sono diventati figure influenti nel panorama tecnologico e politico statunitense, sostenendo posizioni libertarie che spesso si intrecciano con l’estrema destra. Musk, in particolar modo, ha promosso teorie cospirative razziste e ha mostrato un crescente interesse per ideologie di estrema destra. Thiel, dal canto suo, ha sempre mantenuto una linea libertaria, rimanendo però legato alle radici dell’apartheid.
La visione tecnocratica e politica
L’influenza della cosiddetta “PayPal mafia” ha ulteriormente radicato una visione che intreccia tecnocrazia e politiche di destra. Le loro radici culturali e politiche hanno contribuito a plasmare le loro posizioni e le loro visioni politiche.
La metamorfosi della Silicon Valley, sia a livello tecnologico che culturale, continua a essere un processo dinamico e complesso che rispecchia le contraddizioni della società globale.
Leggi gli articoli completi:
‘Headed for technofascism’: the rightwing roots of Silicon Valley su theguardian.com.
How the roots of the ‘PayPal mafia’ extend to apartheid South Africa su theguardian.com.
Immagine generata tramite mage.space

