L’articolo, che introduce una nuova stagione della newsletter “L’amico intelligente” e riassume uno studio recente di De Freitas et al. (2024), dimostra che le AI Companions possono ridurre la solitudine degli esseri umani.
Gli inventori dello studio affermano come la solitudine sia uno stato soggettivo legato alla percezione della qualità delle relazioni che si hanno, piuttosto che alla quantità di connessioni sociali. Difatti, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la solitudine non è causata solo dalla mancanza di contatti, ma anche dall’assenza di relazioni significative. Nello studio preso in esame, infatti, si è esaminato l’impatto dei chatbot in varie fasi, dimostrando come quest’ultimi riducono la solitudine in modo comparabile alle interazioni umane, con un effetto particolarmente forte nel breve termine.
Per concludere, l’interazione con i chatbot, secondo gli autori, favorisce una sensazione di ascolto e comprensione, che contribuisce a ridurre la solitudine. Inoltre, a supporto di quanto affermato, risultati simili sono stati trovati anche rispetto a studi precedenti sui social media, evidenziando ancora una volta l’importanza della qualità delle connessioni rispetto alla quantità.
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