L’Unità 8200 dell’esercito israeliano ha sviluppato un modello di IA addestrato su un’enorme quantità di comunicazioni palestinesi intercettate, con l’obiettivo di amplificare le capacità di sorveglianza nei territori occupati.
A rivelarlo è stata un’indagine condotta dal The Guardian insieme a +972 Magazine e Local Call, grazie alla quale è emerso che il sistema AI, simile a ChatGPT, è stato istruito a comprendere l’arabo parlato attraverso conversazioni telefoniche e messaggi, raccolti tramite sorveglianza su larga scala. Questa tecnologia è quindi in grado di processare rapidamente enormi quantità di dati con lo scopo di individuare sospetti e facilitare incriminazioni e arresti.
Nonostante lo strumento sia stato sviluppato prima del conflitto in corso, l’indagine mostra che, dopo il 7 ottobre, l’Unità 8200 ha richiesto il supporto di esperti israeliani in modelli linguistici che lavorano presso aziende tecnologiche come Google, Meta e Microsoft.
Sono diversi gli esperti e attivisti per i diritti umani a dichiarasi preoccupati per la trasparenza e per i rischi di pregiudizi ed errori. Inoltre, strumenti simili, come The Gospel e Lavender, sono già stati utilizzati nelle operazioni militari israeliane verso i palestinesi. L’uso di tali strumenti nella sorveglianza e nella repressione fa discutere per via della mancanza di rispetto dei diritti umani.
Leggi gli articoli completi:
Revealed: Israeli military creating ChatGPT-like tool using vast collection of Palestinian surveillance data su theguardian.com.
Israel developing ChatGPT-like tool that weaponizes surveillance of Palestinians su 972mag.com.
Immagine generata tramite DALL-E 3, 2025.

