L’Intelligenza Artificiale (IA) sta trasformando profondamente il settore legale, aprendo nuove opportunità ma anche sollevando sfide etiche e operative. In questo articolo, Davide Audrito, Luigi Di Caro, Rachele Mignone, Ivan Spada ed Emilio Sulis analizzano l’impatto dell’IA generativa e delle tecnologie di Processamento del Linguaggio Naturale (NLP) nell’ottimizzazione dei processi giuridici, con un focus specifico sul contesto italiano ed europeo.
Il contributo è una sintesi dell’approfondimento già pubblicato su “Agenda Digitale”, disponibile al seguente link: AI gen e informatica giuridica: quali prospettive per il sistema legale italiano e UE.
L’uso dell’Intelligenza Artificiale (IA), con specifico riferimento all’IA generativa e alle tecnologie di Processamento del Linguaggio Naturale (NLP), costituisce una trasformazione sostanziale nel settore giuridico, generando nuove opportunità e contestualmente nuove criticità. Il presente articolo analizza l’influenza di tali tecnologie sui processi di digitalizzazione in ambito legale, con focus sul contesto italiano ed europeo, evidenziando potenzialità, rischi e requisiti per una integrazione efficace e responsabile.
La digitalizzazione del sistema giudiziario costituisce un processo evolutivo essenziale per l’ottimizzazione dell’efficienza e dell’efficacia del settore. Essa influenza direttamente gli strumenti e le metodologie operative dei professionisti legali, nonché l’accesso ai database normativi e giurisprudenziali. Un utilizzo ottimizzato del patrimonio informativo presente nella documentazione legale si traduce in una maggiore rapidità e riduzione dei costi dei processi, consentendo inoltre un più ampio riutilizzo di precedenti e soluzioni giuridiche preesistenti.

La collaborazione sinergica tra giuristi e informatici è fondamentale per garantire l’efficacia del processo di digitalizzazione. Iniziative come Next Generation UPP[1], CrossJustice[2], FACILEX[3] e POLINE[4], a livello nazionale ed europeo, dimostrano l’impegno istituzionale in tale direzione, focalizzandosi su attività quali la classificazione automatica documentale, la ricerca semantica, l’automazione computazionale dei flussi di lavoro, il supporto decisionale e la traduzione automatica di testi giuridici.
Il sistema giuridico, sia in ambito nazionale che europeo, presenta criticità rilevanti, principalmente correlate alla durata dei procedimenti giudiziari e alla complessità dell’adeguamento normativo europeo. I ritardi processuali generano disagi per cittadini e imprese, aumento dei costi e una riduzione del livello di fiducia nell’amministrazione della giustizia. In ambito legislativo, i tempi prolungati per l’implementazione delle leggi e delle direttive europee possono comportare procedure di infrazione e sanzioni pecuniarie, come evidenziato dai dati di InfringEye sull’incremento delle procedure pendenti e delle sanzioni a carico dell’Italia e degli altri Stati membri.
L’IA si configura come strumento innovativo per mitigare tali criticità. In particolare, l’NLP e i Large Language Models (LLMs), oggetto di crescente interesse, possono supportare i professionisti del diritto nella redazione documentale, nella ricerca giurisprudenziale e nella formazione, offrendo percorsi di apprendimento personalizzati e simulazioni realistiche.
Opportunità e Sfide dell’Integrazione dell’IA
L’integrazione dell’IA nel settore giuridico non si limita all’automazione processuale, ma rappresenta un’opportunità per sviluppare strumenti di supporto avanzati per i professionisti legali. La sinergia tra giuristi e informatici è essenziale affinché i sistemi implementati risultino effettivamente funzionali nell’operatività quotidiana. L’usabilità del software è un fattore critico: gli strumenti devono essere intuitivi e integrarsi agevolmente nel flusso di lavoro, facilitando la transizione verso un ambiente digitale.
Per promuovere l’adozione tecnologica, è fondamentale analizzare accuratamente i processi manuali, replicando, ove possibile, il ragionamento giuridico umano nei sistemi computazionali. Tale approccio incrementa la comprensibilità dei risultati e la fiducia nell’utilizzo degli strumenti informatici. L’IA generativa e i LLMs presentano un potenziale significativo per l’analisi di dataset di grandi dimensioni, l’elaborazione testuale e l’analisi semantica. Queste tecnologie possono supportare i legislatori (policymaker) nell’analisi dell’armonizzazione legislativa, nell’individuazione di concetti giuridici e nell’analisi del ragionamento legale, contribuendo ad una maggiore coerenza nel quadro normativo europeo.

Aspetti etici e rischi dell’IA nel settore legale
L’integrazione dell’IA nel settore legale necessita di un’attenta valutazione delle implicazioni etiche e dei potenziali rischi. L’opacità dei LLM, definita anche “scatola nera” a causa della limitata trasparenza del loro funzionamento interno, rappresenta una sfida significativa. Il fenomeno delle “allucinazioni”, ovvero la generazione di output plausibili ma non veritieri, costituisce un rischio da considerare con attenzione, in particolare in un ambito come quello giuridico, dove le decisioni possono avere un impatto rilevante sulla vita delle persone.
È fondamentale utilizzare gli strumenti di IA come supporto, non come sostituti del professionista, mantenendo un approccio critico e consapevole. Tecniche come il prompt engineering, il fine-tuning e la Retrieval-Augmented Generation (RAG) possono mitigare il rischio di allucinazioni, ma non eliminarlo completamente. La codifica del processo decisionale umano e la continua validazione dell’affidabilità degli output da parte degli esperti del dominio sono cruciali per garantire un utilizzo responsabile dell’IA.
Verso un futuro di sinergia tra Uomo e Macchina
L’implementazione dell’IA nel settore legale costituisce una sfida e un’opportunità dirompente. L’IA può contribuire all’evoluzione di un sistema giuridico caratterizzato da maggiore efficienza, accessibilità ed equità, ma il suo utilizzo richiede un approccio responsabile e consapevole. La sinergia tra esperti legali e informatici, la priorità attribuita all’usabilità e alla trasparenza dei sistemi, insieme ad una valutazione approfondita delle implicazioni etico-sociali dell’IA, sono elementi fondamentali per massimizzare il potenziale di tali tecnologie, promuovendo innovazione e progresso nel campo del diritto. Il futuro del diritto è un futuro di integrazione uomo-macchina, dove l’IA, implementata con criterio e responsabilità, può divenire uno strumento strategico per il miglioramento dell’amministrazione della giustizia.
Immagini generate tramite DALL-E
[1] https://www.nextgenerationupp.unito.it/
[2] https://site.unibo.it/cross-justice/en
[3] https://site.unibo.it/facilex/en
[4] https://site.unibo.it/poline/en

