Introdurre l’AI all’interno di flussi di lavoro datati sembra tradire le aspettative di incremento della produttività, comportando piuttosto livelli preoccupanti di affaticamento e burnout. Questi i risultati dello studio dell’istituto di ricerca di Upwork, la piattaforma internazionale che connette aziende e professionisti indipendenti.
L’indagine è stata condotta ad aprile/maggio 2024 e ha coinvolto 2500 persone tra dirigenti e lavoratori che utilizzano l’AI, sia dipendenti che professionisti freelance. Nonostante gli ingenti investimenti da parte dei dirigenti, Il 77% dei dipendenti intervistati ritiene che l’introduzione di queste tecnologie abbia comportato un aumento del carico di lavoro. Significativamente diversa la situazione dei freelance; il 56% di loro riferisce di non star incontrando particolari difficoltà nel mantenere i livelli di produttività richiesti dai clienti, contro il 34% dei lavoratori dipendenti.
Secondo la direttrice generale dell’istituto di ricerca Kelly Monahan le promesse di miglioramento dell’efficienza e del benessere dei dipendenti sono effettivamente realistiche, ma richiederebbero cambiamenti radicali nell’organizzazione del lavoro aziendale.
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