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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Motori di ricerca AI diffondono teorie razziali, tra questi Google e Microsoft

Una doppia faccia, opposta, ad indicare la discriminazione effettuata dall'IA. Immagine astratta.

Alcuni dei principali motori di ricerca basati su IA, tra cui Google, Microsoft e Perplexity, hanno diffuso contenuti che promuovono la “scienza razziale”, cioè affermazioni che riguardano la superiorità genetica, ad esempio, che si basano su teorie razziste e assolutamente smentite dalla comunità scientifica da ormai decenni. 

Purtroppo, una recente indagine condotta da Wired ha evidenziato invece che, in risposta a query sui punteggi di QI nazionali, strumenti di IA come le AI Overviews di Google riportano numeri che sono tratti da uno studio riconosciuto come errato, condotto dal defunto ricercatore Richard Lynn, figura prominente del movimento suprematista bianco. Questo studio è stato criticato per dati scientificamente scorretti, raccolti da campioni non rappresentativi e utilizzati per sostenere gerarchie razziali.

Il ricercatore Patrik Hermansson di Hope Not Hate, impegnato a smascherare contenuti di questo genere, ha scoperto che sono vari i motori che ricorrono al database di Lynn, spesso citato da gruppi di estrema destra come prova della superiorità razziale bianca. Hermansson e altri esperti avvertono che la continua diffusione di tali dati attraverso piattaforme di IA rischia di normalizzare il razzismo scientifico e di radicalizzare gli utenti.

Leggi l’articolo completo: Google, Microsoft, and Perplexity Are Promoting Scientific Racism in Search Results su wired.com.

Immagine generata tramite DALL-E3.

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