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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Neurodiritti e privacy mentale al centro della rivoluzione digitale

Immagine astratta di un cervello disegnato con delle linee tondeggianti, Colore azzurro e stile acquarello.

Le interfacce cervello-computer stanno diventando prodotti sempre più accessibili. Con semplici sensori EEG ed EOG è già possibile rilevare sforzo mentale, attenzione, emozioni, ricostruire immagini immaginate o decodificare parole pensate. Tecniche come l’optogenetica mostrano come la stimolazione mirata dei neuroni possa modificare percezioni e comportamenti. Aziende come Neuralink, invece, puntano a un collegamento bidirezionale stabile tra cervello e sistemi di intelligenza artificiale.

Quest’industria muove miliardi e attira investimenti importanti da protagonisti del mondo tecnologico come Musk, Altman, Bezos e Gates. Le aziende Apple e Meta stanno già integrando sensori neurali in prodotti di consumo. La Cina anche sta accelerando lo sviluppodelle interfacce cervello-computer, sia per scopi medici che commerciali.

Questa evoluzione spinge governi e istituzioni a intervenire. Cile, Spagna, vari Stati americani ed enti sovranazionali stanno introducendo tutele specifiche per i dati neurali. Negli Stati Uniti è stato presentato il MIND Act per definire regole federali sulla privacy mentale. Senza norme chiare, rimane il rischio di usi impropri, dall’abbandono dei pazienti ai possibili impieghi politici delle tecnologie neurali.

La tutela della sfera mentale, però, rimane ancora critica. Dispositivi clinici come Neuralink sono regolamentati, ma quelli di consumo operano quasi senza vincoli. L’assenza di una definizione condivisa di “dato neurale” complica la legislazione, alimentando il dibattito sui neurorights, il diritto a proteggere identità, agency e libertà cognitiva.

Leggi l’articolo completo: Big Tech Wants Direct Access to Our Brains su nytimes.com

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (27/01/2025).

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