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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

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OpenWorm: sistema nervoso del verme “C. elegans” virtuale

OpenWorm: simulazione virtuale del sistema nervoso del verme “C. elegans”

Il progetto OpenWorm, iniziato nel 2011, ha l’obiettivo di creare una simulazione digitale del nematode Caenorhabditis elegans, un piccolo verme che viene utilizzato per la ricerca scientifica per via della sua semplicità e il suo sistema nervoso ben documentato. La sfida è quella di ricreare, in un ambiente virtuale, tutte le caratteristiche fisiche, biologiche e neurologiche di questo organismo, un’impresa che coinvolge una grande mole di dati provenienti dalla genetica, dalla biologia molecolare, dalla neurologia e da altre discipline.

Nel corso degli anni, OpenWorm è riuscito a costruire un modello sempre più dettagliato, ma la simulazione non è ancora perfetta e non ha mai raggiunto l’obiettivo prefissato. Nonostante siano stati modellati circa 1.000 neuroni e oltre 7.000 sinapsi che compongono il sistema nervoso del verme, la simulazione, dopo 14 anni di ricerca, non è ancora in grado di replicare con precisione il comportamento complesso e la dinamica neurale che si osservano nel mondo reale. Un grande ostacolo riguarda il fatto che il comportamento del C. elegans è influenzato da una moltitudine di fattori che vanno oltre la semplice interazione dei neuroni. Infatti, la biologia molecolare, l’ambiente e la variabilità biologica creano un quadro complesso che è difficile da simulare perfettamente.

Interessante come distruggere un organismo (come avviene in esperimenti di laboratorio) risulta particolarmente facile rispetto alla simulazione che, invece, si dimostra essere un compito immensamente più arduo e lungo. Creare una replica digitale accurata del comportamento di un organismo vivente richiede un lavoro interdisciplinare continuo e una comprensione dettagliata di numerosi processi biologici che si verificano in tempo reale.

Leggi l’articolo completo: The Worm That No Computer Scientist Can Crack su wired.com.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025).

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