Dei ricercatori dell’Università di Reading sono riusciti a dimostrare la vulnerabilità dei sistemi di valutazione accademica ingannando i propri professori con risposte d’esame generate dall’IA. Attraverso l’ausilio di ChatGPT-4, i ricercatori hanno creato false identità di studenti e inviato risposte non modificate durante valutazioni online, le quali sono passate inosservate e hanno ottenuto voti superiori alla media.
Solamente una delle 33 risposte generate dall’IA è stata segnalata dagli esaminatori, dimostrando che i moderni processori di IA possono superare il “test di Turing“, ovvero non essere individuati da esperti umani. Il dottor Peter Scarfe, uno degli autori dello studio, ha sottolineato l’importanza a livello internazionale della ricerca e l’esigenza di evolversi di fronte all’avanzamento dell’IA. Il Professor Etienne Roesch ha suggerito che le università dovrebbero integrare l’uso dell’IA nei loro programmi, insegnando agli studenti come utilizzarla in modo critico ed etico.
Di fronte a queste sfide, la professoressa Elizabeth McCrum ha dichiarato che l’Università di Reading si sta allontanando dagli esami online da casa, sviluppando alternative che coinvolgano applicazioni pratiche delle conoscenze acquisite.
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