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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Ruolo della tecnologia, dell’IA e della rete nell’oppressione moderna

Persone che protestano arrabbiate con elementi tipici del riconoscimento biometrico sul viso. Stile acquarello dai toni blu e azzurri.

Dalle proteste al blackout digitale

In Iran, a inizio gennaio, hanno iniziato a diffondersi le proteste contro il regime partendo da Teheran e arrivando ad altre città. Progressivamente lo Stato ha ridotto l’accesso a internet fino a un blackout quasi totale. Prima sono diventate instabili le connessioni mobili, cioè l’accesso a internet tramite rete cellulare (attraverso operatori telefonici e sim card) a reti 3G, 4G e 5G. Poi sono cadute anche le linee fisse, con un crollo del traffico dati. La chiusura della rete ha per obiettivo quello di impedire il coordinamento delle manifestazioni e bloccare la circolazione di immagini e testimonianze sulla repressione.

Le cause economiche della mobilitazione

Le proteste sono la conseguenza di una crisi economica segnata da una profonda inflazione, svalutazione del Riyal (moneta locale) e disoccupazione giovanile. Questa mobilitazione è nata nei bazar ma, rapidamente, si è estesa a gran parte della popolazione, sintomo di una grave crisi di fiducia nei confronti dello Stato. 

Una strategia già sperimentata

Teheran ha risposto alle proteste imponendo uno dei blackout digitali più duri degli ultimi anni. L’Iran ha una lunga esperienza in questo tipo di misure, a partire dal Movimento Verde del 2009 al blackout del 2019, fino alle proteste seguite alla morte di Mahsa Amini nel 2022. Le tecniche a disposizione di uno Stato sono diverse. Le più drastiche agiscono a livello fisico, imponendo ai provider lo spegnimento delle infrastrutture o la disconnessione dei cavi internazionali. Altre intervengono sull’instradamento globale dei dati, attraverso la manipolazione del Border Gateway Protocol, (BGP, il sistema che permette a internet di funzionare come rete globale, indicando alle diverse reti quale strada devono seguire i dati per arrivare a destinazione), rendendo il Paese invisibile alla rete mondiale. Esistono poi forme di censura selettiva, come il blocco o la manipolazione del sistema dei domini, che impedisce l’accesso a siti e piattaforme specifiche. 

Come si spegne Internet a livello statale

I governi più avanzati sul piano tecnologico utilizzano anche la Deep Packet Inspection, che consente di analizzare il traffico dati in tempo reale e bloccare applicazioni, servizi o strumenti di anonimato. L’Iran rientra in questa categoria. Infatti, ha sviluppato nel corso degli anni competenze significative in ambito informatico e di cybersecurity, anche attraverso programmi di formazione e reclutamento di giovani talenti.

In questo caso, dal punto di vista tecnico, il blackout è stato possibile grazie a un’architettura di rete altamente centralizzata, costruita attorno alla National Information Network, rete internazionale controllata dallo Stato che consente di separare l’internet interno da quello globale e di bloccare rapidamente il traffico internazionale. Questa struttura permette il controllo, ma rende ogni spegnimento economicamente particolarmente costoso. Oltre alla chiusura della rete, è stato messo in atto anche un sistema di sorveglianza diffusa che combina strumenti digitali e pratiche tradizionali di intelligence. Il controllo ora è principalmente retroattivo, quindi immagini, dati e contenuti raccolti durante le proteste vengono analizzati in un secondo tempo, portando ad arresti anche a distanza di settimane. 

Durante i blackout, l’informazione interna resta monopolizzata dai media statali, mentre quella diretta verso l’esterno punta a confondere l’informazione più che a censurarla, sostenendo campagne di disinformazione per screditare attivisti e giornalisti. 

Strumenti per superare il blackout digitale

L’efficacia di questi blackout, però, è sempre più messa alla prova da tecnologie che aggirano le infrastrutture terrestri, come le comunicazioni satellitari o le reti locali tra dispositivi. Anche strumenti come le Vpn, che nascondono il traffico e ne mascherano l’origine, rappresentano una sfida crescente per i regimi che tentano di imporre il silenzio digitale. Ad esempio recentemente sono circolate informazioni circa l’attivazione della rete satellitare Starlink di SpaceX in Iran, ma si tratta di infomazioni non verificate da altre fonti (a parte da quelle istituzionali israeliane che sono ad ora le uniche ad aver rilanciato la notizia), ne confermate dallo stesso Elon Musk.

Leggi gli articoli completi: 

L’Iran blocca Internet, Musk attiva Starlink. Ma come fa uno stato a spegnere la rete? su repubblica.it

Con il blackout di Internet in Iran, la Rete diventa il vero campo di battaglia su wired.it

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (21/10/2025).

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