Tag: umanesimo
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L’umano e la macchina dialogica. Linguaggio, prompt e immaginazione nell’epoca dell’IA
L’IA genera forme plausibili, non verità: l’umano resta tale se conserva domanda, giudizio e responsabilità nel linguaggio.
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Umanesimo tecnologico. Una riflessione filosofica sull’Intelligenza Artificiale
di Marta Bertolaso, Alfredo Marcos Il libro, che accosta nel titolo due parole cariche di storia e significato, è una risposta alla domanda sul ruolo e sull’essenza dell’essere umano nell’attuale epoca delle transizioni digitali. Se l’intelligenza artificiale, che è vista allo stesso tempo come una grande opportunità e un grande pericolo, potesse contribuire a consolidare…
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L’IA come specchio dell’antropologia post-moderna
L’IA è uno specchio culturale: amplia capacità e rischi, ma non sostituisce spirito, giudizio e responsabilità. Resta uno strumento al servizio dell’umano.
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Perché quando parliamo di IA l’antropomorfismo può essere un rischio
Chatbot simulano significati e dialogo spingendo all’antropomorfismo. Rischio: legami illusori e deresponsabilizzazione. Persona e responsabilità restano umane.
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IA e coscienza umana: l’ibrido che ci può salvare
L’IA ridisegna realtà e umano: potenza enorme, ma senza coscienza. Sta a noi usarla con discernimento, riaprendo le domande sul senso.
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L’Intelligenza Artificiale e il “Natale” cristiano
Natale racconta un Dio che si fa umano e fragile. L’IA è solo prodotto dei nostri dati e poteri: se la idolatriamo, rischiamo di perderci come persone.
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Carta Etica di Urbino: IA, salute, ambiente e lavoro
Governare, non subire: la Carta di Urbino orienta l’IA per salute, ambiente e lavoro con decisioni trasparenti, controllo umano ed equità.
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Non basta rispettare l’intimior: l’IA come realtà autonoma
L’idea dell’“umano” come fisso e inviolabile è inadeguata: l’IA trasforma l’umano e potrebbe persino sviluppare una propria interiorità.
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“Intimior intimo meo”: interiorità e coscienza nell’era artificiale
L’IA semplifica. La coscienza, invece, complica — ed è lì che abita ancora l’umano.

