Nel suo articolo, Antonio Scurati propone una riflessione sul ruolo del mito nella politica contemporanea, analizzando le figure di Trump e Musk. Secondo l’autore, questi leader hanno abbandonato progressivamente il ragionamento razionale per abbracciare narrazioni quasi religiose sul destino dell’umanità. Difatti, non si sta parlando solo di semplici affaristi opportunisti, ma di visionari che propongono una nuova mitologia politica da prendere seriamente in considerazione.
La loro visione si fonda su due miti principali: l’età dell’oro, che evoca un passato idealizzato di prosperità (riflesso nello slogan MAGA), e l’esodo biblico, che promette salvezza a un popolo eletto davanti a minacce esistenziali. Questi miti si fondono con il “longtermismo” di Musk, una parafilosofia diffusa nella Silicon Valley che priorizza le generazioni future rispetto a quelle presenti, giustificando così i progetti attuali in nome della salvaguardia del “potenziale umano”, per dirla in termini aristotelici.
Sebbene questa narrativa possa sembrare nobile, è in realtà profondamente esclusiva, riservata a pochissimi eletti. Con quest’approccio, infatti, Trump e Musk non solo negano la verità scientifica, ma attaccano attivamente le istituzioni che la ricercano quotidianamente, come, ad esempio, le agenzie governative che studiano temi cruciali come il cambiamento climatico.
La vera sfida, dunque, conclude l’autore, sarà far comprendere ai sostenitori di questi leader che anche loro sono esclusi da questo futuro mitologico, paragonabile a un “Titanic già affondato” dove “si balla sul fondo dell’oceano”.
Leggi l’articolo completo Musk e Trump, due uomini visionari: perché non è solo propaganda su La Repubblica.
Immagine generata tramite DALL-E.

