Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo per rilanciare l’innovazione e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale negli USA, segnando un netto cambio di direzione rispetto alle politiche di Joe Biden. Difatti, mentre l’ex presidente imponeva alle agenzie federali l’obbligo di garantire che gli strumenti IA non danneggiassero il pubblico, Trump considera questa regolamentazione un freno alla competitività del settore privato. Per tale motivo, entro 180 giorni verrà definito un piano d’azione guidato dal Consigliere Speciale per l’IA, David Sacks.
La decisione della nuova amministrazione ha sollevato diverse critiche, tra cui quella di Alondra Nelson, ex direttrice dell’Ufficio per la Scienza sotto la presidenza di Biden, che ritiene il piano “retrogrado” e pericoloso. In particolare, le sue preoccupazioni riguardano la possibile eliminazione delle tutele contro gli usi discriminatori dell’IA, come il riconoscimento facciale e le diagnosi mediche, privilegiando uno sviluppo tecnologico totalmente svincolato da vincoli etici.
Quest’ordine esecutivo, come affermano diverse organizzazioni, si sposa perfettamente con l’obiettivo primario di Trump: garantire il dominio tecnologico globale degli USA, mossa che, presumibilmente, potrebbe essere solamente un primo passo verso una strategia internazionale di portata maggiore. Tuttavia, il cambio di prospettiva segna una svolta netta rispetto al passato: meno attenzione alla sicurezza pubblica e più spazio all’accelerazione innovativa del settore privato, anche non salvaguardando determinati principi morali.
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