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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

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Gender gap e IA: un divario da colmare per un futuro più inclusivo

Un team di una startup di IA composto solamente da donne

Nel settore dell’intelligenza artificiale persiste una significativa disparità di genere, con solo il 29% della forza lavoro rappresentato da donne. Secondo ricerche presentate da Espresso Communication per l’AI WEEK, il problema è evidente in vari ambiti.

Le statistiche mostrano che appena il 35% delle professioniste ha ricevuto autorizzazione per utilizzare strumenti di AI. Sul fronte formativo, le donne hanno il 5% di probabilità in meno di ricevere adeguata preparazione sulle tecnologie emergenti, con il 30% che si dichiara insicura sull’efficacia della formazione ricevuta. La Harvard Business School conferma che globalmente le donne adottano strumenti di AI con una frequenza del 25% inferiore rispetto agli uomini.

Dietro a questi numeri, come evidenziato da Marinela Profi, Global Market Strategy Lead di SAS, si cela il fatto che gli uomini tendano a cogliere le varie opportunità senza troppe esitazioni, mentre le donne spesso si auto-valutano eccessivamente prima di agire. Per tale motivo, Profi incoraggia le donne a farsi avanti, sottolineando che l’AI può essere un acceleratore di carriera.

Pertanto, il gender gap è uno dei maggiori problemi nel campo innovativo dell’IA. La stessa Virginia Padovese di NewsGuard rimarca l’importanza della diversità nello sviluppo di questa nuova tecnologia: “Se vogliamo che l’AI sia davvero al servizio di tutti dobbiamo ricercare e valorizzare la diversità e l’inclusione”. Difatti, solamente con team eterogenei si potranno sviluppare tecnologie inclusive che riducano i pregiudizi negli algoritmi e promuovano un’innovazione equa.

Leggi l’articolo completo Gap di genere nel campo dell’intelligenza artificiale su AI News.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025).

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