I sistemi di IA definiti “aperti” vengono spesso presentati come strumenti innovativi e democratici, ma questa definizione risulta imprecisa e ambigua. Infatti, l’adozione del concetto di “apertura”, mutuato dal software libero e open source, viene applicata in modo inadeguato all’IA, ignorando la crescente concentrazione di potere nelle mani di pochi attori nel settore. La retorica sull’IA “aperta” viene sfruttata per influenzare le politiche, descrivendola come vantaggiosa per l’innovazione o come un rischio per la sicurezza.
Un’analisi approfondita evidenzia tre aspetti principali dell'”apertura” nell’IA: trasparenza, riutilizzabilità ed estensibilità. Questi elementi favoriscono la supervisione e la sperimentazione, ma non scalfiscono il predominio dei grandi operatori. Come accaduto per molti progetti open source, anche l’IA “aperta” viene spesso cooptata dalle grandi aziende tecnologiche, contribuendo a consolidare piuttosto che a decentralizzare il potere.
Definire in modo più preciso il concetto di “apertura” è cruciale per comprendere il suo reale impatto e per sviluppare politiche che bilancino innovazione, sicurezza e distribuzione del potere.
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Immagine generata tramite DALL-E 3.

