Anche nel caso della guerra tra Israele e Iran, i social media sono diventati una sorta di campo di battaglia digitale dove la disinformazione viaggia sotto forma di video e immagini false generate dall’IA. In assenza di immagini ufficiali e con recenti blackout informativi, i contenuti sintetici hanno presto riempito il vuoto lasciato.
Tra i casi più virali risalta quello relativo a immagini false dell’abbattimento di un caccia F-35 da parte dell’Iran, ma anche la pubblicazione da parte del Tehran Times di video generati dall’IA che mostrano la distruzione di Tel Aviv, successivamente smentiti. Anche figure istituzionali come la Guida Suprema iraniana e il ministro della Difesa israeliano hanno condiviso contenuti creati artificialmente per mezzo di strumenti quali Veo 3 di Google.
Considerando che, ad oggi, gli algoritmi di diversi social prediligono i contenuti generati dall’IA, la viralità di questi è stata ulteriormente incentivata.
Quest’uso dell’IA generativa volutamente manipolatorio e fuorviante, adottato in un periodo particolarmente delicato, compromette la capacità delle persone di distinguere il vero dal falso.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025).

