La trasformazione del mondo del lavoro causata dall’intelligenza artificiale non è più una minaccia futura, ma una realtà presente che sta colpendo duramente i colletti bianchi. Ad esempio, negli Stati Uniti, nel 2024, il 40% dei candidati per posizioni impiegatizie non è riuscito nemmeno a ottenere un colloquio.
Questo sta accadendo per un cambio di narrativa evidente: se fino a poco tempo fa i CEO parlavano di trasformazione del lavoro, ora molti dirigenti hanno abbandonato quest’espressione ritenuta, ormai, molto diplomatica. Tra questi, Jim Farley di Ford sostiene, in maniera molto diretta, che l’IA sostituirà letteralmente la metà di tutti i lavoratori impiegatizi negli Stati Uniti. Marianne Lake di JPMorgan, invece, ha previsto un taglio del 10% dell’organico nei prossimi 3-5 anni, ovvero circa 28.000 posti di lavoro. Infine, Andy Jassy di Amazon ha già annunciato riduzioni della forza lavoro.
Le previsioni più drastiche, dunque, arrivano proprio da chi sviluppa l’IA. Dario Amodei di Anthropic, difatti, stima che metà dei lavori entry-level potrebbe sparire entro cinque anni, con un tasso di disoccupazione tra il 10% e il 20%, mettendo a rischio 300 milioni di impiegati globalmente.
Leggi l’articolo completo Gli ad delle grandi aziende iniziano ad ammettere che l’AI toglierà posti di lavoro su Wired.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025).

