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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

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IA e sanità: via libera ai dati personali per la ricerca

Ricerca scientifica nel campo della sanità

Il disegno di legge italiano sull’intelligenza artificiale sta per introdurre una svolta storica nel rapporto tra ricerca scientifica e privacy: i dati sanitari diventano di “rilevante interesse pubblico” quando utilizzati da enti pubblici e privati no-profit per sviluppare sistemi di IA in campo medico.

Questa apertura copre un ampio spettro: dalla prevenzione alla diagnosi, dalle terapie ai farmaci, sempre però con il Garante della Privacy che vigila e può bloccare tutto entro 30 giorni. Ma il vero cambio di paradigma è che ora si può fare ricerca anche senza il consenso specifico del paziente, purché i dati siano anonimi. Come spiega Davide Ruffo di Aindo, si supera finalmente “una logica fondata esclusivamente sul consenso individuale” per abbracciare l’interesse collettivo. Un esempio concreto è l’accordo tra Aindo e il Centro Monzino di Milano per sviluppare nuovi strumenti diagnostici cardiaci usando dati sintetici.

Dunque, questo provvedimento, con cui la Commissione Europea stima benefici da 5,4 miliardi derivanti dal solo riutilizzo dei dati sanitari, si colloca perfettamente all’interno dell’approccio europeo, dove, contrariamente dagli USA dove prevale la deregulation, si punta sull’equilibrio tra innovazione e tutela dei diritti. Dall’altro lato, però, restano delle insidie come la centralità della qualità dei dati, perché algoritmi mal addestrati possono ereditare pregiudizi e produrre discriminazioni, come sottolinea l’avvocato D’Amora.

Leggi l’articolo completo Dati personali per la ricerca. Via libera nella legge sull’IA su La Repubblica.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025).

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