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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

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IA: quando l’hype supera la realtà tecnologica

immagine astratta di una bolla speculativa e una mano con un ago

Sta circolando sempre di più la voce secondo cui l’intelligenza artificiale starebbe vivendo una bolla speculativa. A tal proposito, Andrea Daniele Signorelli, nel suo libro Simulacri digitali, analizza come le narrazioni tecnologiche plasmino la realtà più della tecnologia stessa.

Le caratteristiche di questo fenomeno si possono già riscontrare nel fatto che OpenAI, ad esempio, perderà oltre 14 miliardi nel 2026, mentre Stability AI, nel primo trimestre del 2024, ha registrato perdite per 30 milioni contro appena 5 milioni di ricavi. Nonostante queste difficoltà, però, gli investimenti continuano a crescere, alimentati da aspettative spesso irrealistiche.

È per questo motivo che, come per le dot-com degli anni 2000, anche l’IA presenta tutti i segnali di una bolla: hype mediatico eccessivo, promesse di rivoluzione economica, startup sovrafinanziate con modelli di business incerti. Tuttavia, il paradosso di tutto ciò è evidente: mentre startup come OpenAI rischiano tanto a livello economico, le società di consulenza prosperano. Ad esempio, la Boston Consulting Group ricava il 20% del fatturato dall’IA, mentre IBM oltre un miliardo di dollari, sfruttando il potenziale narrativo presente in questa rivoluzione: creando prima dei report che magnificano le potenzialità della tecnologia, poi vendendo consulenze per implementarla.

Dunque, il motivo alla base delle diverse stime di mercato di questo settore, che oscillano dai 167 ai 1.300 miliardi per il 2032, risiede proprio in questo meccanismo: cavalcare l’ondata di hype che si generare per fare speculazioni economiche, indipendentemente dalla reale maturità tecnologica.

Leggi l’articolo completo La grande bolla dell’intelligenza artificiale su La Repubblica.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025).

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