Bumble, app di incontri pensata per le donne, sta attraversando un periodo difficile e il suo futuro sembra incerto. Dopo una campagna pubblicitaria controversa (ritirata questa settimana) e l’ipotesi di abbandonare il principio del “le donne fanno la prima mossa” che da sempre caratterizza l’app, la fondatrice Whitney Wolfe Herd ha annunciato una visione in cui assistenti virtuali basati sull’IA si occupano degli appuntamenti per conto degli utenti. Questo approccio, pensato per risollevare le sorti finanziarie dell’azienda post-pandemia, non sembra aver riscosso successo tra gli investitori.
I concorrenti di Bumble, comunque, non stanno vedendo tanto meglio. Il gruppo Match, che possiede Tinder e OKCupid, sta perdendo quote di mercato nonostante la collaborazione con OpenAI. Anche Grindr, che ha licenziato metà del personale l’anno scorso, sta lottando per recuperare valore e si sta affidando a chatbot per migliorare l’esperienza utente, nonostante le controversie legali per la vendita di dati sensibili.
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