• LinkedIn
  • Telegram
  • FB
  • FB

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

L’IA divide i musicisti africani: rischi e potenzialità per la cultura

L’IA come alleata della creatività: tra sorpresa, attrito e riflessione

L’IA sta suscitando dibattiti tra i musicisti africani, con alcuni che abbracciano le sue potenzialità mentre altri esprimono preoccupazioni sul rischio di appropriazione culturale e sull’impatto negativo sulla musica tradizionale. 

Mya Blue, una cantante virtuale creata dal produttore nigeriano Eclipse Nkasi, cerca di tranquillizzare i suoi colleghi, sottolineando che la sua creazione non intende sostituire gli artisti umani, ma esplorare nuove possibilità musicali. Nonostante l’entusiasmo di Nkasi, che ha prodotto il primo album basato sull’IA in Africa, alcuni artisti, come il produttore keniota Tabu Osusa, temono che l’uso dell’IA possa portare a un furto di cultura, con suoni africani sfruttati senza il riconoscimento adeguato degli autori originali. Inoltre, l’IA potrebbe minacciare l’apprendimento degli strumenti tradizionali e la cultura musicale locale.

In Africa, la scarsità di dati e la predominanza di modelli occidentali pongono ulteriori ostacoli, ma alcuni, come Emmanuel Ogala, vedono nell’IA un’opportunità per raccogliere e preservare il ricco patrimonio musicale del continente. La crescente consapevolezza dei benefici potenziali si scontra però con sfide legate alla mancanza di investimenti, alla pirateria musicale e alla necessità di rivedere le leggi sul copyright. Nonostante queste difficoltà, gli artisti del continente africano sono determinati a trovare modi per sfruttare l’IA senza perderne il controllo. 

Leggi l’articolo completo: ‘I may not be human but I sing from my soul’ – AI divides African musicians su bbc.com.

Immagine generata tramite DALL-E 3.

Esplora altri articoli su questi temi