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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Olfatto digitale: dal profumo personalizzato alla diagnosi medica

immagine di un naso pixelato sullo schermo di un pc.

Negli ultimi decenni, gli smartphone hanno trasformato le nostre vite grazie alle scienze del suono e della luce, con assistenti vocali, riconoscimento facciale e miglioramento delle foto. La scienza degli odori non offre nulla di paragonabile. Ma la situazione sta cambiando: i progressi dell’olfatto artificiale, detto anche “olfatto digitalizzato”, stanno finalmente rispondendo a quest’assenza.

La ricerca sull’olfatto delle macchine rappresenta una sfida significativa, per via della complessità dell’olfatto umano che non è affatto facile da riprodurre con i suoi circa 400 tipi di recettori nasali. Al contrario della vista umana, che si basa su pochi tipi di recettori nella retina, l’olfatto richiede una comprensione profonda delle molecole nell’aria.
L’apprendimento automatico è il cuore di questo progresso. Utilizzando tecniche avanzate come il deep learning, i ricercatori stanno mappando la struttura molecolare degli odori ai descrittori testuali usati dagli esseri umani, come “dolce” o “fruttato”.

Tramite Osmo, Google ha guidato questa rivoluzione, creando una “mappa degli odori principali” che colloca molecole simili vicine l’una all’altra per la percezione olfattiva. Non è l’unica ricerca di guidata da Google in ambito medico che coinvolge l’IA. Questi progressi non solo entusiasmano intellettualmente, ma promettono applicazioni rivoluzionarie: dai profumi personalizzati ai sensori chimici avanzati per la diagnosi precoce delle malattie.

Leggi l’articolo completo: AI is cracking a hard problem – giving computers a sense of smell su theconversation.com.

Immagine generata tramite DALL-E 3.

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