Elon Musk ha presentato un’offerta da 97,4 miliardi di dollari per l’organizzazione no-profit che controlla OpenAI, una mossa che evidenzia la volontà di impedire alla startup di IA di trasformarsi in un’azienda a scopo di lucro.
La proposta ha riacceso le tensioni tra Musk e Sam Altman, CEO di OpenAI, che ha pubblicamente respinto l’offerta con un commento ironico su X in cui, oltre a rifiutare l’offerta, si propone a sua volta di comprare X per 9,74 miliardi di dollari. Inoltre, nel corso dell’AI Summit di Parigi, Altman ha commentato la vicenda dichiarando che l’organizzazione non è in vendita e ha definito l’offerta “ridicola”. Infatti, il consiglio di amministrazione di OpenAI prevede di rifiutarla per proteggere il progetto dell’azienda. Tuttavia, il consiglio dichiara non aver ricevuto alcuna un’offerta formale dal consorzio guidato da Elon Musk per l’acquisto dell’organizzazione, nonostante l’avvocato di Musk, Marc Toberoff, affermi di aver inviato una “lettera di intenti dettagliata” al consulente legale di OpenAI.
È già da tempo che Musk critica la svolta commerciale dell’azienda, accusandola di aver tradito la missione iniziale di sviluppo etico dell’IA. Infatti, nonostante sia co-fondatore di OpenAI, lasciò l’organizzazione proprio per via di divergenze sulla direzione aziendale.
Sembrerebbe che l’offerta di Musk sia sostenuta da xAI, Baron Capital Group ed Emanuel Capital, e che potrebbe prevedere una fusione tra OpenAI e xAI. Proprio perché è stata annunciata in questo specifico periodo appare come una mossa strategica. Infatti, OpenAI sta attualmente raccogliendo 40 miliardi di dollari per passare da non-profit a entità a scopo di lucro. L’offerta di Musk complica la valutazione delle attività benefiche di OpenAI e potrebbe influire sul prezzo da pagare per la conversione aziendale.
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Elon Musk-led group makes $97 billion bid for control of OpenAI su reuters.com.
OpenAI’s board has not received Musk’s takeover bid, source says su reuters.com.
Immagine generata tramite DALL-E 3.

