Tag: etica dell’IA
Tag: etica dell’IA
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IA e LOGOS per la PACE. Per un criterio ermeneutico di addestramento orientato allo sviluppo umano integrale
L’IA, riflesso dell’umano, può servire il Logos o l’anti-logos: orientarla alla verità e al bene comune è decisivo per la pace.
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L’umano e la macchina dialogica. Linguaggio, prompt e immaginazione nell’epoca dell’IA
L’IA genera forme plausibili, non verità: l’umano resta tale se conserva domanda, giudizio e responsabilità nel linguaggio.
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Intelligenza Artificiale, diritto canonico e nullità matrimoniale: qualche necessaria precisazione
IA e diritto canonico: algoritmi opachi, bias e responsabilità irrisolte rendono rischioso affidare alla tecnologia il processo di nullità matrimoniale.
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La vita interiore della IA
L’IA non “prova” emozioni, ma mostra stati interni che influenzano le risposte: una sfida tecnica, etica e politica per il futuro.
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L’ultima parola al guscio biologico: dialogo critico con ChatGPT
Un confronto con ChatGPT, ispirato a Nati Cyborg, diventa uno scontro su senso, coscienza e delega mentale, fino a difendere il primato umano contro l’IA.
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L’IA come specchio dell’antropologia post-moderna
L’IA è uno specchio culturale: amplia capacità e rischi, ma non sostituisce spirito, giudizio e responsabilità. Resta uno strumento al servizio dell’umano.
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Giovani e chatbot: l’intelligenza artificiale come nuovo interlocutore affettivo
Sempre più giovani usano chatbot IA come confidenti emotivi: offrono ascolto e riflessione, ma non sostituiscono le relazioni umane e possono creare dipendenza.
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L’illusione della personalità dell’intelligenza artificiale
I chatbot non hanno coscienza, ma simulano una “personalità” stabile. Nelle chat lunghe possono deviare dal ruolo d’aiuto; serve governarne i meccanismi interni.
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Una voce dissonante rispetto al paradigma standard sull’IA
L’IA non è solo uno strumento: segna un cambio d’epoca, estendendo il controllo al mentale e ridefinendo etica, istituzioni e idea di umano.
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L’intelligenza artificiale letta attraverso Manzoni
Con Manzoni come lente, l’IA appare come sapere privo di interiorità, che evidenzia il divario tra funzionare e assumere responsabilità.
