La Silicon Valley sta progressivamente diventando un attore chiave nell’espansione della militarizzazione dell’IA. Se già prima c’erano preoccupazioni riguardo alla crescente vicinanza tra big tech e le agenzie governative, come il Pentagono, ora queste preoccupazioni si intensificano ancora di più.
Aziende come OpenAI, Palantir e Anthropic, che un tempo promuovevano un approccio etico all’IA, ora usi ritrovano a collaborare strettamente con il settore della difesa, spingendo lo sviluppo di tecnologie come i droni e le armi automatizzate. Dopo la protesta interna di Google nel 2018 per via del progetto Maven, che utilizzava l’IA per fini militari, l’industria ha continuato a normalizzare l’uso dell’IA in ambito bellico, con un impatto diretto su conflitti come quelli a Gaza e in Ucraina. Nel 2024, la crescente alleanza tra big tech e il Pentagono ha portato a un’espansione delle applicazioni dell’IA, con aziende come Amazon, Google e Microsoft che forniscono strumenti avanzati per la difesa nazionale. Le preoccupazioni etiche sollevate dai dipendenti, come quelle espresse da Google nel 2017, sono state in gran parte ignorate, mentre i legami tra la Silicon Valley e Washington si fanno sempre più forti.
Questo processo è visto come parte di una strategia più ampia che favorisce l’eccezionalismo statunitense, con il governo che impone restrizioni su tecnologie importanti, come i semiconduttori, per limitare la capacità della Cina di competere nel settore.
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Immagine generata tramite DALL-E 3.

